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Casa delle Sementi Venezia è un luogo dove poter trovare più di 800 varietà di semi di ortaggi, di erbe aromatiche, cereali e fiori. Si tratta di sementi tramandate da contadini e orticoltori e riprodotte localmente. Si possono coltivare nell’orto, nel giardino, ma anche nel terrazzo di casa.

Tramite il progetto “Seme Popolare”, le eventuali offerte ricevute in cambio delle sementi, verranno devolute alle Associazioni ambientaliste di volontariato, contribuendo così ulteriormente alla salvaguardia della biodiversità e al sostegno delle buone pratiche.

Inoltre, chi riceve le sementi si impegna a riportarne alcune “rinnovate”, dopo uno o due anni, secondo il ciclo delle piante. Questo aiuta a mantenere la vitalità delle sementi e a poterle ridistribuire anche ad altri interessati.

IL PERCORSO

L’apertura della Casa delle Sementi Venezia, avviene dopo un lungo percorso personale di esperienze in campo agricolo e relazionale.

Questo inizia nel 2009 con la condivisione di conoscenze durante un’esperienza di volontariato in diverse aziende agricole biologiche, resa possibile grazie all’Associazione WWOOF Italia. In questa occasione avviene la conoscenza dell’esistenza di sementi di varietà antica, scambiate direttamente tra contadini.

Successivamente si apre la possibilità di partecipare a quello che viene comunemente chiamato un “incontro di scambio di sementi antiche”, avvenuto ad inizio del 2010 tra i partecipanti al mercatino del Seminasogni, presso la località Palombara a San Severino Marche, in Provincia di Macerata.

Vi si respira un atmosfera di altri tempi, una voglia di scambio di esperienze, un’accoglienza ed una generosità anche nei confronti di chi si affaccia per le prime volte a questa realtà, anche se nuova non è, anche se si perpetua da millenni e grazie ad essa si è resa possibile la diffusione di tutte quelle piante commestibili coltivate attualmente.

Ci si scambiava una grande varietà di sementi di ogni genere, dagli ortaggi ai fiori, dai cereali alle erbe mangerecce spontanee e da qui è partita la prima parte della raccolta di sementi, una quarantina di varietà, che hanno permesso di ottenere piantine da trapiantare in un’orto condiviso iniziato nell’azienda agricola biologica Il Rosmarino a Marcon, in Provincia di Venezia.

Non è stato difficile ottenere buoni risultati da questi semi rustici e pieni di vitalità, coltivati in un terreno naturale e da qualche anno a riposo produttivo, anche se i partecipanti a quest’orto condiviso erano più ricchi di entusiasmo e di passione, che di vera esperienza agricola.

Dalle piante si è ricevuta abbondante verdura e una grande quantità di sementi, che sono state pulite, essicate e selezionate.

Un successivo naturale passaggio è stato quello di portarle ai mercatini del baratto e a quelli di Genuino Clandestino, già attivi nel centro Italia, ma che dal 2010 abbiamo cominciato ad organizzare anche nella zona compresa tra le Province di Venezia, Treviso e Belluno.

Verso il 2013 nascono a Belluno i primi partecipatissimi incontri di scambio di sementi antiche organizzati dal gruppo Coltivare Condividendo, dove migliaia di persone si incontrano e danno vita a numerosi scambi e doni di materiale vegetativo: talee e tuberi, oltreché sementi.

Questi incontri si diffondono rapidamente anche in altre Province limitrofe e diventano imperdibili appuntamenti mensili e, nei periodi pre-semina primaverili, anche settimanali.

Le coltivazioni continuano poi a Zelarino, Venezia, in un terreno che acquistiamo in condivisione tra dieci conoscenti e che poi chiameremo “Cerchio di paglia” e nei campi del Forte Mezzacapo, un ex Forte militare rivitalizzato da un gruppo di volontari.

La raccolta iniziale si arrichisce quindi di centinaia di altre varietà e, su incalzante richiesta dei partecipanti ai mercatini, si perfeziona con foto degli ortaggi raccolte in schede fotografiche, che riportano anche le varie caratteristiche della pianta e il periodo di semina.

Si collabora con Associazioni più storiche del settore, come Civiltà Contadina e ADIPA, e con altre di nuova generazione come Seed Vicious e gli attivissimi ed informali Amici dell’Orto 2.

I vari banchetti diventano ogni anno più belli: le sementi esposte in vasetti di vetro, in vassoi fatti con materiale naturale o confezionate nelle bustine di carta; mentre ognuno si specializza in quello che lo appassiona di più: chi porta innumerevoli varietà di patate, chi si interessa di ortaggi insoliti e chi predilige varietà locali, mentre altri si dedicano alle varietà dimenticate di mais, oppure ai fagioli e piselli di montagna. Ognuno porta ciò che regala la natura: abbondanza, biodiversità e riproducibilità.

L’IDEA DELLA CASA DELLE SEMENTI

Già da un paio d’anni, Francesca ed altri salvatori di semi, hanno aperto la Casa dei Semi della Sardegna verso il centro dell’isola e ci si struttura in progettualità anche all’interno di RSR (Rete Semi Rurali).

A Isola Vicentina, Vicenza, si stanno ultimando i lavori per iniziare un interessante percorso condiviso di coltivazione di cereali antichi e quindi una Casa delle sementi a tema.

Il Coordinatore della Rete, Claudio Pozzi, propone che anche a Venezia venga aperta una Casa delle Sementi, argomento che si può approfondire all’incontro di gennaio 2020 di RSR a Passignano sul Trasimeno, PG, che tratterà di sistemi sementieri, Case delle Sementi e aggiornamenti sul Trattato FAO. In seguito alla partecipazione all’incontro resta da capire se il luogo più indicato per la sede della Casa delle Sementi Venezia sia in campagna, in alcuni spazi idonei del Forte Mezzacapo, o nella città di Mestre dove è nato un bel progetto di riqualificazione dei porticati storici vicino alla stazione dei treni. I lavori di ristrutturazione del Forte fanno propendere per questa seconda opportunità e così da febbraio 2020 si inizia con l’allestimento dello spazio che prende subito forma, visto che già era disponibile molto materiale e molte sementi dalla partecipazione ai mercatini di scambio.

Ci si affretta anche perché comincia la collaborazione con l’Università di Padova nell’ambito del Progetto Biosocial dove, in sinergia con il vivaio biologico La Cavàna e la Cooperativa sociale Magnolia,si produranno delle piantine sulle quali fare anche una ricerca delle caratteristiche genetiche e nutrizionali.

Si manifesta subito una buona curiosità e un buon interesse nei passanti, che da subito capiscono il messaggio e non dicono “quanto costa?!”, ma chiedono “come funziona?” e si rendono disponibili a collaborare con la riproduzione delle sementi nei loro piccoli orti, nei giardini o nei terrazzi di casa.

L’idea è buona oltre che per sensibilizzare sull’argomento, anche per avere un luogo dove ricevere, scambiare e informare, in alternativa ad un appuntamento in campo o ad un mercatino.

Si crea anche un fenomeno particolare: molti collaborano portando sementi che desiderano vengano salvate e diffuse ad altri. Un gesto di altruismo e responsabilità.

UNA COMUNITA’ SPONTANEA E DIFFUSA

Si chiamano Casa dei Semi o Casa delle Sementi e, a seguire, solo il luogo di ubicazione senza personalismi o fantasie varie, facendo così capire che i protagonisti sono solo loro, le sementi.

Queste si donano, si scambiano o al massimo si accetta un’offerta solo per coprire le eventuali spese, secondo un’etica che non ha bisogno di essere condivisa per essere tale.

Funzionano allo stesso modo: c’è l’invito a restituire una parte delle sementi ricevute e riprodotte, dopo un tempo più o meno definito, a seconda che la pianta sia annuale o biennale.

Magari c’è chi, più preciso, chiede di compilare una scheda di restituzione, chi elasticamente accetta anche specie diverse da quelle consegnate, chi per la consegna chiede che venga formulata una richiesta scritta, come per le Banche del seme.

Sono tutte variazioni sullo stesso tema, che certo sentono l’influenza di chi si attiva, di chi se ne occupa, come un orto del resto, che si può fare in cento modi diversi e dove ognuno segue le proprie inclinazioni.

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